La storia del calcolo delle proporzioni

LA STORIA DEL CALCOLO DELLE PROPORZIONI

Nicolò Vigna Tavan

Lavoro svolto per il laboratorio di filosofia dei codici logici, con la professoressa Trinchero, presso l’Università di Torino.

L’origine del calcolo del valor medio proporzionale si fa risalire ai Babilonesi.

HAMMURABI ed i suoi matematici di corte, nel diciassettesimo secolo a.C., elaborarono un sistema di calcolo che si reggeva sul numero 60 come unità fondamentale, utilizzato in ambito topografico, cartografico e di gestione catastale del potere. Essi consideravano, infatti, i numeri 3 e 5 come numeri perfetti ed il numero 60 corrispondeva al risultato del prodotto tra questi due numeri ed il loro valor medio, ovvero il numero 4. 

Quella appena descritta fu la prima applicazione ALGEBRICA, nella storia della matematica, relativa al concetto di “valor medio”.

Un secondo sviluppo storico relativo alla teoria delle proporzioni si associa, successivamente, al periodo dell’Antico Egitto.

HEMIUNU, famoso architetto dell’epoca, nella progettazione e nella successiva messa in opera della Piramide di Cheope, realizzò, si narra, con buona approssimazione, il famoso valore della sezione aurea. Il rapporto infatti tra l’altezza delle facciate ed il semilato della base risulta, ancora oggi, di:

Questa fu la prima applicazione ARCHITETTONICA, nella storia della matematica, relativo al concetto di “valor medio”.

Un successivo sviluppo storico relativo alla teoria delle proporzioni avvenne attraverso gli studi dei matematici Greci antici.

EUCLIDE, famoso matematico e filosofo greco, nel terzo secolo a.C. propose, nel suo secondo Teorema, il concetto di segmento “medio proporzionale”, riconducendolo all’altezza relativa all’ipotenusa di un triangolo rettangolo, da lui dimostrato essere media proporzionale tra le proiezioni dei due cateti sull’ipotenusa del medesimo triangolo.

Quella appena descritta fu la prima applicazione GEOMETRICA, nella storia della matematica, relativa al concetto di “valor medio”.

Un ulteriore sviluppo storico relativo alla teoria delle proporzioni avvenne, altresì, durante il Rinascimento italiano.

LEONARDO DA VINCI, rifacendosi agli scritti dell’architetto romano Vitruvio, elaborò la teoria dell’uomo come misura di tutte le cose, ed, in particolare, nel suo celebre disegno, con le braccia e le gambe atte a coprire la più ampia area possibile, sottolineò la figura dell’uomo come divisore e come “valor medio” proporzionale tra le figure geometriche del cerchio e del quadrato, ovvero delle due idee grafiche di perfezione rinascimentale.

Questa fu la prima applicazione ANATOMICA, nella storia della matematica, relativa al concetto di “valor medio”.

Un ultimo sviluppo storico relativo alla teoria delle proporzioni avvenne, nel ‘900, in campo astronomico, in merito alla teoria dei red-shift e dei blue-shift. 

EDWIN HUBBLE, astrofisico statunitense, sostenne come, ai margini dell’Universo, se un corpo si muove in avvicinamento rispetto ad un osservatore emette una luce di cromatura blu, viceversa, se un corpo è in allontanamento, emette un colore tendente al rosso. Di conseguenza, se il corpo è fermo, l’osservatore lo vedrà di colore verde, essendo il verde medio proporzionale tra gli altri due colori primari blu e rosso.

Questa fu la prima applicazione ASTRONOMICA, nella storia della matematica, relativa al concetto di “valor medio”.