Nicolò Vignatavan – per una nuova gnoseologia – una ridefinizione dei processi conoscitivi di induzione, abduzione, comparazione e deduzione

 

Rifacendosi alla logica tradizionale, la deduzione è quel processo per cui la conclusione coincide con un risultato, che, dato un caso iniziale e stabilite a priori delle regole, viene determinato in maniera automatica, esplicitando ciò che nelle premesse risultava implicito.

L’induzione, che lavora in verso opposto alla deduzione, è quel processo per cui, come già sosteneva Aristotele, dato un caso ed ottenuto un risultato, tenta di validare in termini empirici delle regole che tendono ad un valore di verità che diventa tale, in termini asintotici, tante più volte quante quel medesimo risultato si riproduce identico a se stesso, nel tempo e nel cambiamento dello scenario in cui si svolge il procedimento, per il medesimo caso.

Infine, l’abduzione, secondo Peirce, è quel processo per cui, dato un risultato e proposte delle regole attraverso le quali quel processo potrebbe generare quel risultato, ricerca quel caso che, ripetuto nel tempo e cambiando lo scenario in cui è immerso, tende ad un valore di verità che diventa tale tante più volte quel caso genera, con le medesime regole, il risultato riconosciuto in partenza.

In quest’ottica, se il linguaggio spazializzante risulta quel codice linguistico proprio di sintesi, di razionalizzazione, di riduzione e di convergenza, allora esso non può che essere definito, altresì, come il linguaggio della deduzione.

Viceversa, se il linguaggio verbalizzante risulta quel codice linguistico proprio di analisi, di sovrabbondanza, di espansione e di divergenza, allora non può che essere definito, altresì, come il linguaggio dell’induzione e dell’abduzione.

Inoltre, se il linguaggio spazializzante della deduzione non avanza nel tempo, ma procede in uno spazio logico atemporale, il linguaggio verbalizzante dell’induzione e dell’abduzione può esistere nella sua essenza solo in relazione ad una variazione temporale di uno spazio che, nella sua declinazione nel tempo, riadatta le sue premesse a seconda dei nuovi scenari di riferimento.

Ricapitolando, induzione ed abduzione sono i due processi che lavorano a sorgente, in maniera divergente, allargando i risultati del campione ad un ventaglio di ipotesi sulla sua sussistenza, mentre la deduzione è un processo sintetico convergente.

Introducendo ora una quarta modalità di interfaccia linguistica di conoscenza tra soggetto conoscente ed oggetto conosciuto, che chiamiamo – comparazione –, quest’ultima e la deduzione sono i due processi che lavorano a pozzo, in maniera convergente, riducendo un ventaglio di ipotesi a quei risultati di un campione che rispettano le regole date in partenza per analizzare quel campione.

Introduciamo ora una differenziazione tra abduzione ed induzione, in termini di movimento geometrico del loro processo: l’induzione lavora in orizzontale rispetto all’analisi dei casi, poiché li analizza in parallelo rispetto ai diversi contesti di riferimento in cui essi vengono verificati, mentre l’abduzione lavora a ritroso in verticale, andando a validare una nuova ipotesi non prevista in partenza che dà prova di una tesi verificata, in partenza, da altre ipotesi. Dunque, entrambi i procedimenti gnoseologici lavorano in maniera divergente, ma l’induzione orizzontalmente e l’abduzione verticalmente.

Parallelamente, la comparazione è quel processo che agisce rintracciando la validità di un’ipotesi iniziale nel maggior numero di campioni possibili, ma che risultano sempre in numero minore di quelli esistenti in natura. Essa, dunque, nello scandagliare i campioni, agisce in maniera progressiva ed orizzontale.

La deduzione, infine, sviluppa un processo di tipo verticale in avanti rispetto al procedimento logico che essa su impone come sua regola d’azione, poiché da un’ipotesi di partenza sceglie la tesi che, più velocemente e più precisamente in termini logici la soddisfa, escludendo le altre. Quindi, comparazione e deduzione sono processi gnoseologici che pertengono entrambi allo schema della sintesi e del pensiero convergente, ma la prima agisce in maniera orizzontale, la seconda in maniera verticale.

Concludendo, l’induzione risulta il procedimento gnoseologico divergente, analitico, orizzontale; l’abduzione risulta il procedimento gnoseologico divergente, analitico, verticale; la comparazione risulta il procedimento gnoseologico convergente, sintetico orizzontale, la deduzione risulta il procedimento convergente, sintetico, verticale.